Ma i nostri dati sono al sicuro? O è solo marketing?

Ormai aspettiamo il Primo Martire della Silicon Valley. Un San Sebastiano con casco per la Virtual Reality calato sugli occhi, trafitto dalle frecce digitali dell’FBI. Caduto sull’altare della Privacy e della Crittografia, per difendere l’utente finale, quel cittadino comune finora vessato dalle Autorità. Autonomia digitale, perfino con la A cerchiata, mi raccomando, cari bad boys! Crittografia! Sicurezza! Tutti folgorati sulla via di Damasco!

Mentre Apple scende in battaglia contro l’FBI, Facebook sacrifica il numero uno del social network in America Latina, lasciandolo languire in prigione per qualche ora, pur di difendere Whatsapp.

Soltanto un miracolo avrebbe potuto far dimenticare il caso NSA rivelato da Edward Snowden, ma le nostre multinazionali della Silicon Valley sono disposte a tutto pur di rifarsi una Verginità ai vostri occhi. Sante Vergini della Strong Encryption. Martiri contro i Tentacoli del Dipartimento di Stato.

Basta gaffes sulle geo-localizzazioni! Stop alle insinuazioni sulle backdoor! Vade Retro Stato di Polizia! Mica siamo il Grande Fratello! Noi siamo i nuovi Paladini della Privacy: è chiaro o no?

Se Parigi valeva una messa, figuriamoci, cosa valgono la reputazione – il brand – il marketing. Sono disposti a tutto.

Se invece vi state domandando se i vostri dati sono davvero al sicuro, aspettiamo che si depositi il polverone sollevato dai casi giudiziari e un’analisi approfondita degli esperti – quelli veri e senza scheletri negli armadi – di Crittografia Forte.

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